5° Giorno (14 marzo) – Novena a San Giuseppe – “S. Giuseppe sposo della Madre di Dio”

San Giuseppe, quando si conosce la fede di Maria, il suo amore, il suo coraggio, la sua purezza, si comprende la tua felicità di averla avuta come sposa: ella che era degna del Figlio di Dio.

Come in una famiglia veramente umana, tu sei stato suo sposo e lei è stata tua sposa. Il suo cuore ti apparteneva, vi siete amati come due sposi possono farlo. Amore tenero, ripieno di attenzione, che lascia trasparire attraverso i minimi gesti, un attaccamento veramente umano. Amore forte e vigoroso che unisce solidamente due persone, tra le quali nessuna difficoltà, nessuna violenza, nessuna disgrazia, possono aprire una breccia.

Amore puro e libero che trascina con sé la carne nel superamento delle sue tare e delle sue debolezze. La Vergine Maria ti aveva affidato la sua anima e il suo corpo, Ella è rimasta vergine perché tu l’hai voluto con lei. E il vostro reciproco amore è sbocciato nella verginità come un segno di Dio per gli uomini. Come Adamo ed Eva avevano rifiutato Dio nell’unità del loro amore, così è nella tua unione con Maria che il Cristo Salvatore è venuto tra noi.

San Giuseppe, insegnaci ad amare; non in un egoismo dove ognuno si chiude in sé stesso e s’indurisce contro l’altro, ma in un dono generoso che ci impegna nelle vie della tenerezza, della delicatezza, della dedizione. Lo sappiamo bene, chi pretende di amare e non pensa che a sé stesso, è un bugiardo. Insegnaci la verità nell’amore, affinché possiamo riconoscere la sua presenza in noi. Siamo stati affidati l’uno all’altro per salvarci insieme; insegnaci, san Giuseppe, il rispetto dell’altro. Tu che hai aperto la via alla salvezza del mondo nella purezza del tuo amore, rendici capaci di accogliere il Figlio di Dio come hai fatto tu e di essere suoi testimoni nel mondo di oggi. Amen.

3x Gloria – S. Giuseppe prega per noi.

FONTI:

http://www.graziesangiuseppe.it/preghiere/novena-a-san-giuseppe

http://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_letters/documents/papa-francesco-lettera-ap_20201208_patris-corde.html