La Madonna del Giorno (23 FEBBRAIO 1517) – MADONNA DELLE GRAZIE o DI SAN CRISTOFORO PENNABILI, Pesaro, Marche, Italia

La devozione alla Vergine delle Grazie, venerata nell’antichissima Chiesa parrocchiale di S. Cristoforo, è legata a segnalatissimi interventi a favore della Città. Il 23 Febbraio 1517, la venerata Immagine apparve circondata di luce sulle mura cittadine, per mettere in fuga le milizie fiorentine che volevano devastare la Città. Identico prodigio si rinnovò il 23 Febbraio di cinque anni dopo, il 1522.

IL RACCONTO STORICO DELLE LACRIME (da “Pennabilli e la Vergine delle Grazie” dell’arcid. Antonio Tani)

Era il 20 marzo, terzo venerdì del mese, del 1489, allorché si vide la immagine della Vergine delle Grazie versar lacrime dall’occhio destro, alla presenza di tutto il popolo. Chi può immaginare lo stupore dei fortunati testimoni? Si sparge in un baleno la voce del prodigio. Tutti corrono a vedere, tutti gridano al miracolo. Per assicurasi meglio con dei pannilini asciugano quelle lacrime: esse si rinnovano; le asciugano ancora; esse spuntano nuovamente sul ciglio di Maria, come perle di rugiada sui fiori, e scorrono per la gota lasciandovi la traccia che si riconosce ancora. Sono spettatori di tal meraviglia cittadini e forestieri. A memoria del fatto quell’anno stesso viene istituita la Compagnia della Madonna delle Grazie, i cui atti cominciano col racconto autentico del prodigio, steso per ordine di Mons. Celso Mellini, romano, vescovo di Montefeltro, e sottoscritto da quattordici testimoni oculari, i più colti e veritieri, primi tra i quali: P. Cristoforo da Penna, maestro di teologia, priore degli agostiniani; fra Giovanni, perugino, predicatore della quaresima in quell’anno, il quale fu il primo esaltatore del miracolo ed ogni giorno lo ricordava dal pulpito; fra Ercolano da Cesena, suo compagno; don Francesco da Pietrarubbia, maestro di scuola in Penna; Pier Antonio Paganuccio, cittadino fiorentino, vicario di Penna, e ser Bernardino di Carmignano, suo ufficiale; il Magnifico Gran Nicolò dei conti Carpegna, i quali esercitavano in Pennabilli l’ufficio di castellani a nome dei Malatesta e ci avevano un palazzo, venduto poi dal conte Giovanni a Michelangelo Olivieri, pennese. La memoria del miracolo si è perpetuata inoltre nella festa del terzo venerdì di marzo, in cui il suono giulivo delle campane chiama fin dall’aurora e cittadini e forestieri ai piè della Vergine delle Grazie, patrona di Pennabilli. A prova del fatto prodigioso si può anche ricordare che, due anni dopo, i Padri Agostiniani della provincia di Bologna, adunati a Capitolo in Pennabilli, approvarono le regole della Compagnia della Madonna delle Grazie, eretta appunto a memoria del prodigio. Ne è conferma anche l’iscrizione latina, che si leggeva al sommo della sacra Cappella, prima che fosse ricoperta degli ornati posteriori. Ne do qui la traduzione:

AI POSTERI / QUESTA IMMAGINE DELLA MADRE DI DIO PRESAGA DELLA FUTURA CALAMITÀ / MOSSA A COMPASSIONE DEL SUO POPOLO VERSÒ LACRIME / CHE ASCIUGATE TRE O QUATTRO VOLTE / SI RINNOVARONO / COME NE FANNO FEDE GLI ANNALI / SCRITTI DA TESTIMONI OCULARI / L’ANNO DEL SIGNORE 1489 / 20 MARZO

Lo stesso dice un’altra iscrizione del 1631 a caratteri d’oro in campo nero, che si legge nel fianco destro dell’altare, sopra l’architrave. Essa parla anche delle due apparizioni e vittorie del 23 febbraio 1517 e 1522. Il fatto quindi è indiscutibile. Quasi tutti gli storici pennesi ne parlano (il Mastini, il Magnani, lo Zucchi Travagli, il Mattei Gentili, il P. Besi); ed altri non pennesi, come il Guerrieri e il Vanzi. Ma potrebbe qualche critico indiscreto, qualche spirito superiore, che si vanta di non credere ai miracoli, perché crede poco anche a Dio, potrebbe, dico, mettere in campo la batteria dei soliti argomenti ormai logori: la troppa credulità dei nostri antenati, la loro ignoranza dei fenomeni fisici – umidità del muro, infiltrazioni d’acqua, vapori condensati prodotti dall’aria umida e calda per l’affollamento della gente in chiesa.

– Creduli i nostri antenati? – Ma essi videro coi loro occhi, toccarono con le mani.

– Ignoranza dei fenomeni fisici? – Ma come poteva esser umido quel muro fabbricato già da tre secoli?

– Acqua infiltrata? – Ma allora non doveva scrostrarsi e cadere? Invece sussiste tuttora.

– Vapori condensati? – Ma allora perché le stille apparvero solamente sull’occhio destro e non anche sul sinistro e non su tutto il volto e non su tutto il muro e non ogni altra volta che la chiesa fu stipata di gente?

Ma io intendo esporre i fatti e non fa della polemica. Non scrivo per i critici nè per i dotti: scrivo per il popolo; e il popolo divoto di Maria non ha mai messo in dubbio il suo pianto prodigioso, pianto che presagiva le prossime sventure che sarebbero abbattute su questa città.

PREGHIERA:

A te Maria / Madre delle Grazie / che cinque secoli or sono piangesti / sull’amaro destino dei figli pennesi/ e che ancor oggi piangi / in tante parti del mondo / per le tenebre dense che / minacciano la luce / sia gradito questo omaggio / che nel quinto centenario / il clero e il popolo pennese / circondati dalle genti della diocesi / che tu consolasti pellegrina di pace/ dopo l’immane tragedia bellica / le tue lagrime / ti sian oggi perle di imperitura corona / e a noi luce nel buio del nostro cammino / possa a te d’intorno ancora / radunarsi un nostro vescovo / con i sacerdoti e fedeli / che furono che sono e che saranno / sii stella di luminosa guida / alla navicella di pietro / e al mondo intero / che sembra naufragare / nell’oceano del male / ove l’aquila feltresca / posò gli artigli sulla bicuspide rocca / di penna e dei billi / tu mistica colomba di pace / sposa dello spirito santo / fa ancora udire come un tempo il gemito / negli anfratti della rupe / che annunzi passato / l’inverno del peccato / e ritornati i fiori di primavera / per tutti gli uomini. 

Fiat. Amen.

Tratta da:

http://www.santuarimariani.org/sm-italia/emilia-romagna/sanmarino-m…

http://www.latheotokos.it/programmi/FESTE_MARIANE/16—28-febbraio….

http://www.reginamundi.info/santuari/madonna-grazie-pennabilli.asp