La Madonna del Giorno (27 Ottobre) – Nostra Signora della Carità del Cobre, Oucun, Cuba

Nostra Signora della Carità del Cobre è la patrona di Cuba. Il suo santuario sorge a 27 km da Santiago di Cuba, nel villaggio El Cobre, dove si estrae il rame da più di 4 secoli. Le leggende qui sono addirittura tre e tutte diverse, eppure bianchi, meticci, indigeni, mulatti e afrocubani, tutti vengono ad implorare l’intervento della Vergine che prontamente accorre.

Sotto il regime comunista di Fidel Castro (iniziato nel 1959), la Chiesa ha conosciuto durante i primi anni, una sanguinosa persecuzione. La Madonna divenne allora un silenzioso rifugio della fede (soprattutto a Camagüey).
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Secondo una tradizione, Alonso de Oljeda, un comandante spagnolo, si trovava in pericolo nel mare dei Caraibi. Portava una statua della Vergine con il Bambino e fece il voto di costruire una cappella se fosse scampato al naufragio. Sbarcò a Cuba e compì il suo voto a El Cobre.
Ma, secondo un’altra tradizione, furono tre uomini, due indigeni ed un negro, perduti in

mare durante una tempesta, che videro galleggiare sull’acqua la statua, che portava sulla sua base questa iscrizione : « Sono la Vergine della Carità .» Questa versione è verosimile: quando gli spagnoli si trovavano in pericolo, gettavano a mare gli oggetti sacri, affinché i pirati non li profanassero.

Vi è ancora una terza versione dei fatti che racconta che la statua fu incontrata nell’acqua da alcuni operai delle saline, senza che il manto di stoffa della Vergine fosse bagnato.
La Vergine è rappresentata mentre tiene sul braccio sinistro il bambino Gesù e nella mano destra una croce. Subito trasportata al villaggio di Barajagua, è stata quindi trasferita definitivamente al villaggio El Cobre dove gli abitanti, nel 1648, erigeranno la sua prima cappella. Ma poco a poco la cappella si ingrandirà diventando una chiesa nel 1680. La fama miracolosa della statua si sparse allora in tutta l’isola, suscitando la devozione degli abitanti: bianchi, meticci, indigeni, mulatti o afrocubani, tutti venivano ad implorare l’intervento della Vergine. Il santuario è sempre adornato di fiori.

Si trova su una collina e occorre salire 240 gradini per raggiungerlo. All’interno, la Cappella dei Miracoliospita gli ex voto lasciati lì da coloro che hanno ottenuto una grazia dalla Vergine. Al di sopra dell’altare maggiore della basilica, la Vergine ed il bambino Gesù portano sul capo una corona d’oro. Questa santa immagine di Maria rinvia al sincretismo religioso dei cubani: gli aborigeni l’assimilano a “Atabey”, la divinità nativa, mentre gli africani vedono in lei “Oshun”, la dea madre delle Acque.
Per i cubani, questa Vergine è anche un simbolo patriottico. È davanti a questa statua della Vergine, infatti, che è stato letto, il 19 maggio 1801, il decreto regio che concedeva la libertà agli schiavi che lavoravano nelle miniere di rame di El Cobre. E’ là che nel 1868, durante la guerra di indipendenza, i ribelli separatisti – i “mambis” — si sono affidati alla Vergine “mambisa” affinché concedesse loro la vittoria contro le forse spagnole; ed è sempre là che i combattenti dell’esercito liberatore, dopo l’indipendenza, hanno celebrato ufficialmente la sua festa, l’8 settembre del 1898.
La Madonna della carità è stata proclamata patrona di Cuba da Benedetto XV, il 10 maggio 1916, in risposta alle richieste dei veterani della guerra di indipendenza. Alcuni anni più tardi, nel 1927, la statua, alta 84 cm, è stata trasportata in un santuario più grande e, nel 1936, è stata incoronata solennemente da una delegazione di Papa Pio XI.

Più tardi, dopo il trionfo della Rivoluzione del 1959, i rapporti tra la Chiesa e il governo comunista si sono incrinati, ma il “Santuario nazionale della Madonna del Cobre” è stato elevato ugualmente al rango di Basilica minore nel 1977 da S. Paolo VI. Nel 1998, S. Giovanni Paolo II è giunto a Santiago di Cuba ed ha visitato il santuario della Vergine, incoronando questa santa immagine come “Regina e Patrona di Cuba“.
Infine, nell’agosto del 2010, dopo 51 anni di assenza, la Vergine del Cobre è stata portata di nuovo in processione per le vie di Cuba, come simbolo di devozione, patriottismo e riconciliazione. L’8 settembre, i pellegrini affluiscono al santuario, carichi di fiori e di ceri. Alcuni si limitano a pregare, altri percorrono in ginocchio i gradini della Basilica, mentre altri ancora salgono accompagnando un parente disabile. I fedeli riportano con sé delle piccole pietre che contengono delle particelle di rame, simbolo della protezione e dell’amore della loro santa Madre, Regina e Patrona di Cuba.

PREGHIERA
Santa Maria della Carità, Messaggera di pace,
venuta dal mare fluttuando sulle acque,
Tu sei la Madre di tutti i cubani,
veniamo a te, Santa Madre di Dio,
per onorarti con il nostro amore di bambini.
Nel tuo cuore di Madre depositiamo
le nostre ansietà e le nostre speranze,
i nostri dispiaceri e le nostre suppliche.
Per la nostra patria straziata,
affinché tutti insieme possiamo
ricostruire la pace e la concordia.
Amen.

FONTI:

http://www.latheotokos.it/programmi/FESTE_MARIANE/16—31-ottobre.html

Nostra Signora della Carità del Cobre