Ringraziamo Don Giuseppe Tomaselli per il Mese di Maggio

Ringraziamo Don Giuseppe Tomaselli per aver accompagnata noi in questo mese di Maggio per conoscere e amare di più la nostra Madre Maria!

BIOGRAFIA:

Don Giuseppe Tomaselli nacque a Biancavilla, un paese in provincia di Catania, il 26 gennaio del 1902 in una famiglia profondamente cattolica.

Nel 1916 entrò nella Congregazione Salesiana fondata nel 1859 da San Giovanni Bosco, l’Apostolo della gioventù. Nel 1926 venne ordinato sacerdote e cominciò il suo lungo ministero durato quasi 63 anni durante i quali ha ricoperto vari incarichi: parroco, insegnante, cappellano presso comunità religiose, esorcista ed apostolo della buona stampa cattolica. Scrisse un centinaio di semplici libretti devozionali ed apologetici che stampò in milioni di copie e che diffuse in Italia e anche all’estero. Questi preziosi libretti vengono ancora stampati e distribuiti dai suoi figli spirituali riuniti nell’Opera Caritativa Salesiana di Messina.


Durante la sua vita lavorò con grande ardore per la salvezza delle anime, per le quali Gesù Cristo ha sacrificato la sua vita sulla croce del Golgota. Don Giuseppe Tomaselli era sempre disponibile ad aiutare il prossimo sia materialmente che spiritualmente. Se veniva chiamato nel cuore della notte per amministrare gli ultimi sacramenti ad un moribondo, accorreva prontamente, consapevole del fatto che Gesù Cristo desidera ardentemente la salvezza di ogni singola anima. Lo zelo per la santificazione e la salvezza delle anime è stato sempre un’aspetto caratteristico della vita sacerdotale di Don Giuseppe.

Da autentico salesiano era devotissimo alla Madonna. Enorme fu la sua gioia quando il 1 novembre del 1950, il grande Pontefice Pio XII (al secolo Eugenio Pacelli), decretò in maniera solenne e definitiva, essere dogma divinamente rivelato che la Beata Vergine Maria al termine della vita terrena venne assunta nella gloria dei cieli in anima e corpo.
Tra le sue letture preferite c’erano tra gli altri gli scritti di Santa Teresa di Lisieux, Sant’Alfonso Maria de Liguori, Suor Josefa Menendez, San Tommaso d’Aquino ed ovviamente San Giovanni Bosco. Anche negli ultimi anni di vita, vestiva sempre con l’abito talare, dando il buon esempio ai confratelli.


Non gli piacevano i discorsi sdolcinati che anestetizzano le anime, ma denunciava in maniera energica le bugie del mondo. Riporto un breve brano tratto dal libretto “I nostri morti – La casa di tutti” edito nel 1953, nel quale raccontando di una sua visita al cimitero scrive: « Il viale è lungo; a destra ed a sinistra si ergono delle tombe, ma sono molte e non è possibile considerarle tutte. Qualcuna mi colpisce e mi obbliga a fermarmi. … Il sepolcro è sontuosissimo, sormontato da un mezzo busto; fiori all’intorno ed una lampada accesa; gli emblemi delle virtù teologali sono artistici: la croce, l’àncora, la fiaccola; l’iscrizione del seguente tenore: « Mente eletta – Cuore nobile – beneficò gli altri, dimentico di sè – Sposa e figli straziati ne piangono il trapasso ». Bugie! Bugie! Il mondo è un ammasso di menzogne! Nel Cimitero però la menzogna regna sovrana: Tutti i morti sono onesti e caritatevoli. Pare che la morte scelga soltanto i buoni! Ho conosciuto quest’uomo… dalla mente eletta e dal cuore nobile! Ricordo bensì ciò che si diceva alla sua morte: Avrebbe fatto meglio a morire cinquant’anni prima!… Quanti padri di famiglia ha fatto piangere!… A quanti operai ha succhiato il sangue!… Quante prepotenze ed angherie ha fatto!… Prima di spirare colpito da male improvviso, invece di chiamare Dio, disse al servo: La chiave della cassaforte alle figlie femmine! – E cessò di vivere. Il suo corteo funebre fu di primo ordine: ghirlande senza numero e lunghe teorie di automobili. Ora sei qui, nobile signore, in pasto ai vermi! Hai gabbato il mondo, ma non certamente Dio. Avresti fatto meglio ad essere più caritatevole. Le ricchezze ammassate non sono più tue. Quante campagne possedevi! Adesso ti bastano pochi palmi di terra! O infelici ricchi! Siete invidiati dai mondani, ma Gesù ha lanciato contro di voi un «guai» terribile: Guai a voi, o ricchi! E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, anziché un ricco entrare in Paradiso! »


Era ricercatissimo come confessore, sapeva infatti aiutare i penitenti a confessare lealmente anche i peccati più vergognosi. Inoltre era un valente direttore spirituale di numerosi fedeli, tra cui anche varie anime mistiche. Erano in tanti coloro che si rivolgevano a lui, anche solo per avere una parola di conforto nei momenti difficili. Nessuno si sentiva rifiutato, nemmeno coloro che hanno la malattia degli scrupoli, i quali pur soffrendo terribilmente, non sempre vengono trattati con carità dal prossimo.

Quando morì a Messina nella notte tra l’ 8 e il 9 maggio del 1989 in molti lo rimpiansero, sapevano che era morto un prete straordinario, un eroico sacerdote cattolico che amava Dio con tutto il suo cuore e il prossimo come se stesso.

Fonte:
 http://www.santiebeati.it/dettaglio/95604